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Silvan Dillier vince su strada e in pista

28. novembre 2014 — TeamSpirit
TeamSpirit

Silvan Dillier del BMC Racing Team è una delle grandi scoperte della scorsa stagione. Dopo la sua prima stagione come professionista è riuscito a conquistare il titolo mondiale nella cronosquadre e ha suscitato grande entusiasmo in molte competizioni. Nella Gand-Wevelgem è stato superato dopo un testa a testa poco prima del traguardo e nel GP Gippingen è stato battuto di un soffio. Strepitosi sono non solo i suoi risultati su strada. Anche su pista è già considerato una star. Un giorno prima della Sei giorni di Zurigo, che è riuscito a conquistare nel 2013, lo abbiamo incontrato nella sua città natale Baden per fargli qualche domanda sulla sua prima stagione da professionista e sui suoi obiettivi.

Silvan, hai concluso da appena due mesi la tua prima stagione da professionista e puoi già fregiarti del titolo di campione del mondo. Cosa dici della tua stagione?

Sono molto soddisfatto. Ho iniziato la stagione con aspettative ben più modeste. Volevo solo vedere cosa sarei riuscito a fare. Sorprendentemente mi sono abituato relativamente in fretta alla velocità delle corse e ho potuto partecipare anche ad alcune delle classiche come il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix. Successivamente ho preso parte anche al Giro della Svizzera e ai Campionati del mondo di Ponferrada. Sono state tutte bellissime competizioni e il finale, la vittoria del titolo mondiale a squadra, è stato il perfetto coronamento della stagione. Sono state tutte bellissime competizioni e il finale, la vittoria del titolo mondiale a squadra, è stato il perfetto coronamento della stagione

Come sei approdato al ciclismo e da quando hai voluto farne la tua professione?

Nel mio paese organizziamo ogni anno una corsa per i ragazzi che vanno a scuola, senza licenza. Si chiama “Eierlese” (raccolta delle uova). Ho sempre partecipato a questa gara fin da quando avevo appena imparato ad andare in bicicletta. Nel 2003, con la vecchia bicicletta di mio padre, ho partecipato a un allenamento di prova presso il club ciclistico. Da allora ho continuato a migliorare e a un certo punto ho dovuto decidere tra un apprendistato e lo sport. Ho scelto il ciclismo e la mia formazione professionale è passata in secondo piano rispetto allo sport.

Quale tipo di ciclista sei e in quale direzione vorresti svilupparti?

Mi vedo come allrounder e come ciclista classico. Per i primi anni vorrei dedicarmi alle corse classiche, in particolare alle corse classiche del nord come il Giro delle Fiandre. Nella mia carriera vorrei vincere anche una corsa a tappe. 

 

Quali sono i tuoi punti deboli e i tuoi punti di forza?

Non ho punti deboli (ride). I miei punti di forza risiedono in particolare nella mia capacità di adeguarmi molto bene alle diverse caratteristiche delle corse. Se, ad esempio, so che una corsa ha molte salite posso curare in anticipo la mia condizione fisica per i requisiti delle corse in montagna. Lo stesso vale per le cronometro, anche in questo caso prima di una competizione importante posso spingere al massimo. Credo anche di disporre di un potenziale relativamente alto in molti settori e di essere ancora molto lontano dai miei limiti. Credo anche di disporre di un potenziale relativamente alto in molti settori e di essere ancora molto lontano dai miei limiti

Quali sono i tuoi obiettivi per l’anno prossimo e quali competizioni desideri vincere nella tua carriera?

Mi piacerebbe moltissimo fare bene nel Tour Down Under e poter usufruire della mia ottima forma trasferendola dalla pista alla strada. Vorrei concentrarmi sulle classiche del nord e in particolare sul Giro delle Fiandre. Come svizzero vincere una volta il Giro della Svizzera sarebbe la soddisfazione più grande, ma anche solo una tappa in un futuro non troppo lontano sarebbe una gran bella cosa.

Sei uno dei pochi ciclisti che hanno successo sia su pista che su strada. Come funziona e non è difficile dopo un’intera stagione su strada ritornare al circuito ovale?

Non è sicuramente facile, ma secondo me dipende da una buona pianificazione. Il mio team mi ha consentito di fare una pausa direttamente dopo i campionati del mondo. Ho avuto abbastanza tempo per prepararmi alla stagione in pista. In questo modo si può gestire abbastanza bene. Da dicembre mi dedicherò di nuovo completamente alle corse su strada e la pista passerà in secondo piano. Dopo le classiche del 2016 mi concederò una pausa e nei mesi precedenti alle Olimpiadi di Rio mi concentrerò interamente sulla pista.

Quali sono i tuoi obiettivi per Rio?

Abbiamo il potenziale per conquistare un titolo. Nel prossimo anno e mezzo vedremo se è possibile conquistare una medaglia. Sarebbe grandioso.

Ci puoi spiegare qualcosa sul settaggio della tua bici per le corse su pista?

Nell’inseguimento a squadre uso la TR01, che è una versione leggermente modificata della timemachine TM01. Anche la mia posizione per le corse su pista è praticamente identica alla posizione per la cronometro su strada. Si è rivelata efficace per le corse su strada, perché dovrei modificarla per la pista?

E su strada?

Su strada uso normalmente la teammachine SLR01 e solo per alcune classiche del nord la granfondo GF01. L’abbiamo testata recentemente durante una breve sessione di allenamento in Belgio ed è perfetta per il lastricato.

Corri più volentieri su strada o in pista?

La strada è la superficie che preferisco, ma in inverno corro volentieri anche su pista. Posso usare sulla strada il ritmo più elevato della pista. Riesco in ogni caso a pedalare più in fretta rispetto a un’intera stagione su strada.

Six Days Silvan Dillier

Photo: Ulf Schiller

Sei uno dei più giovani del team. Com’è trovarsi nello stesso team di star del calibro di Cadel Evans e Philippe Gilbert?

È ottimo e si può imparare molto. Fino ad ora ho fatto solo esperienze positive ed è bello vedere che i giovani vengono ben accolti, come accade ai più esperti. Nella mia corsa casalinga a Gippingen, per esempio, Philippe Gilbert mi ha lanciato lo sprint e sono arrivato secondo. Che un ex-campione del mondo lanci lo sprint a un neoprofessionista non è una cosa di tutti i giorni. Che un ex-campione del mondo lanci lo sprint a un neoprofessionista non è una cosa di tutti i giorni

Molti ti paragonano già a Fabian Cancellara. Cosa ne pensi?

È logico che le persone siano alla ricerca di un successore di Fabian Cancellara, ma Fabian ha già raggiunto molto ed è stato molto costante negli anni, da rendere difficile per gli altri ripetere i suoi successi. Nonostante questo sono contento di essere paragonato a lui. Non si deve dimenticare però che io sono un altro tipo di ciclista e che vorrei percorrere la mia strada.

Cosa ti piace fare quando non sei in bicicletta?

Mi incontro con gli amici per andare al ristorante o a bere qualcosa insieme e pratico snowboard.

Party a Ibiza, tour sul Kilimangiaro o giro turistico a New York- quale meta preferiresti per le prossime vacanze?

Tour sul Kilimangiaro.

Fonduta, raclette o pizza?

Ora come ora una pizza, ma anche la fonduta è sempre gradita.

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