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Intervista con Rohan Dennis; Sir Wiggins, Evans e molto altro

11. dicembre 2016 — TeamSpirit
TeamSpirit

A soli 24 anni di età, Rohan Dennis è la nuova star della nostra squadra. L’abbiamo incontrato subito dopo aver stabilito il record dell’ora UCI, l’8 febbraio, per conoscerlo meglio...

Rohan, cosa si prova a detenere l’attuale record dell’ora?

Sinceramente non riesco ancora a crederci di essere il detentore del record dell’ora in carica. A volte sono impressionato da ciò che ho conquistato, ma la maggior parte del tempo proseguo la mia vita come in precedenza.

Puoi descrivere cosa ti passava per la testa durante quell’ora? Quando ti sei reso conto di avercela fatta?

Veramente per la prima mezz’ora non ho pensato a niente. Facevo la stessa cosa giro dopo giro, controllavo il tempo per Penso che Brad sia colui che ha le migliori possibilità di infrangere il mio record attualeogni giro e regolavo la pressione sui pedali, quando necessario. Negli ultimi 15 minuti desideravo solo che il tempo passasse più velocemente.

Cosa pensi dell’annuncio di Sir Wiggins che intende sfidare il tuo record? Credi che abbia le qualità necessarie?

Penso che Brad sia colui che ha le migliori possibilità di infrangere il mio record attuale. Se lo fa, per me va bene, dovrò vedere di riprendermelo più avanti.

Come ti sei ripreso da questa grande fatica? Quanti giorni sono trascorsi prima che ti venisse voglia di ritornare in sella?

Sono stato tre giorni senza andare in bicicletta, ma, sinceramente, in passato mi è capitato di stare peggio. È stata dura, ma dopo una settimana di una lunga corsa a tappe o di uno dei grandi tour i muscoli ne risentono ancora di più.

Durante il record dell’ora UCI hai tenuto la stessa posizione della corsa a cronometro ai campionati del mondo sulla tua bicicletta BMC?

Mi ha attirato l’approccio molto diretto e strutturato da parte del team. Odio le sorprese quando si tratta della mia carrieraHo usato la stessa posizione sulla mia BMC TR01 come sulla TM01 su strada. Sei passato al BMC Racing Team l’agosto scorso.

Cosa ti ha attirato verso la BMC?

Mi ha attirato l’approccio molto diretto e strutturato da parte del team. Odio le sorprese quando si tratta della mia carriera e nella BMC niente è lasciato al caso fin dal primo giorno. Volevo anche riunirmi con Peiper, lui è stato una delle ragioni per cui ho firmato per Garmin. Sfortunatamente se n’era andato prima che potessi lavorare con lui.

Da allora hai vinto la cronometro a squadre ai campionati del mondo, sei arrivato quinto nella cronometro individuale ai campionati del mondo, hai vinto il Tour Down Under e ora hai stabilito il nuovo record dell’ora UCI. Questo grande successo è una pura coincidenza o credi che il cambio del team abbia qualcosa a che da fare con tutto questo?

Credo che il team ricopra un grande ruolo nel mio successoCredo che il team ricopra un grande ruolo nel mio successo. Mi hanno aiutato a raggiungere tutti i miei obiettivi fin da quando ho firmato. Ogni persona del team mi ha aiutato moltissimo per raggiungere gli obiettivi che mi ero preposto fino ad ora.

Nel BMC Racing Team hai passato un po’ di tempo con il tuo compagno di squadra Cadel. Come ti sei sentito a gareggiare con lui nella sua ultima gara del World Tour al Tour Down Under?

È stato un onore gareggiare con Cadel nella sua ultima gara del World Tour. Competere con il miglior ciclista australiano di sempre nella sua ultima corsa e vincere grazie al suo aiuto è stato un sogno che si è realizzato. Ma non posso essere confrontato a Cadel, lui è un fuoriclasse e non è corretto paragonarmi con ciò che conquistato e dire che io sono il futuro Cadel.

Avevi un idolo quando eri ragazzo?

Il mio idolo era Kieren Perkins. Ho praticato nuoto e mi ricordo sempre della sua medaglia d’oro partendo dall’ottava corsia nei 1500 stile libero.

Se non fossi diventato un ciclista professionista, cosa avresti fatto oggi?

Ho sempre avuto interesse per l’architettura e la progettazione di case. Probabilmente qualcosa di questo tipo.

Trascorri il tuo tempo tra l’Australia e il tuo quartier generale europeo, Girona. Con chi corri quando vivi a Girona? Fai progressi nel catalano?

Soggiorno molto raramente in Australia. A questo punto della mia carriera ci vado solo durante le pause della stagione ciclistica e per il Tour Down Under. In genere mi alleno da solo. Devo compiere molti sforzi specifici e quando corro con altri alla fine mi ritrovo comunque da solo.Con il catalano me la cavo bene.

Che cosa di manca di più dell’Australia?

l’Europa è diventata casa mia e adesso mi sento a casaComprendere tutto quello che dice la gente. Ma a parte quello, l’Europa è diventata casa mia e adesso mi sento a casa.

Anche la tua ragazza, Mel è una ciclista professionista. Cosa ci dici in proposito? Come e dove vi siete conosciuti e da quanto tempo state insieme?

Ci siamo conosciuti tramite la squadra australiana su pista. È fantastico che anche lei faccia parte del mondo del ciclismo. Capisce perfettamente le pressioni a cui sono sottoposto. A volte è difficile stare separati, ma siamo in grado di gestire i lunghi periodi di separazione.

Qual è il tuo obiettivo principale per il 2015?

Ho già raggiunto la maggior parte dei miei obiettivi per la stagione in corso e, a dire il vero, anche un po’ più velocemente Ovviamente vorrei salire sul podio in una corsa del World Tour in Europa per provare che non è stato un fuoco di pagliadel previsto,. I miei obiettivi per la stagione erano un podio o una tappa in una corsa del World Tour, battere il record dell’ora, iniziare il Tour de France e finirlo, la cronometro a squadre ai campionati del mondo con la conquista di una medaglia. Ovviamente vorrei salire sul podio in una corsa del World Tour in Europa per provare che non è stato un fuoco di paglia.

I tuoi palmarés sono già alquanto impressionanti, di quali risultati vai maggiormente fiero?

Sono orgoglioso soprattutto del Tour Down Under e della cronometro a squadre ai campionati del mondo dell’anno scorso. Entrambi sono ugualmente importanti e speciali a modo loro.

Qual è la tua corsa preferita e perché?

La mia corsa preferita da guardare è la Roubaix perché il risultato è imprevedibile, ma quella da vincere è il Tour de France. Niente può superarlo.

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