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Meccanici che parlano di meccanica

1. febbraio 2016 — TeamSpirit
TeamSpirit

Dietro ogni grande ciclista sta un grande... meccanico, ovviamente! Senza i loro meccanici cosa potrebbero fare i nostri pro ed i nostri triatleti? Abbiamo pizzicato i migliori artisti della chiave inglese che lavorano nella squadra BMC per avere da loro consigli fondamentali per ciclisti di ogni livello.

Quando Stefano Cattai parla di biciclette i suoi occhi si illuminano e la sua voce sale di un'ottava. Quest'uomo sa di cosa sta parlando. Cattai ha cominciato a correre in bici a 8 anni ed è passato professionista 12 anni dopo. La sua carriera nella massima categoria è durata per altri 12 anni, come uomo chiave per alcune delle più grandi squadre della sua epoca.

Dal 2007 Cattai (nella foto sopra, al centro) fa parte della famiglia BMC Switzerland in qualità di Coordinatore Tecnico per il BMC Racing Team e il BMC-Etixx Pro Triathlon Team powered by Uplace. Il suo ruolo comprende anche l'addestramento di tutti meccanici delle squadre pro ai segreti del mestiere.

Il capo meccanico dell'BMC-Etixx Pro Triathlon Team è Tom de Laet (sotto). Tom è stato il meccanico del leggendario tre volte campione del mondo di ciclocross Zdenek Stybar per oltre 10 anni e non è nuovo al lavorare sotto pressione. Quando Stybar è passato dal ciclocross alla strada circa 3 anni fa, de Laet ha firmato per il BMC-Etixx Pro Triathlon Team.

Secondo Cattai, quello che rende superiore un meccanico non è solo la capacità di lavorare sui mezzi ma anche capire i problemi del corridore e trovare nuove soluzioni per superarli. “Triatleti e stradisti sono del tutto diversi, senza nemmeno considerare le differenze tra professionisti ed amatori. Prima di tutto, in quanto meccanico di una squadra, è importante stabilire una buona comunicazione con i corridori, in modo da settare la bici nella maniera più personale possibile. è importante stabilire una buona comunicazione con i corridori, in modo da settare la bici nella maniera più personale possibilePiù conosci un atleta, più sarai in grado di aiutarlo o aiutarla. Ogni ciclista dovrebbe avere un meccanico di fiducia.” Quando si tratta di misure della bicicletta, non bisogna adattarsi. “La cosa più importante è effettuare la messa in posizione bio-meccanica con un professionista, in modo da identificare qualsiasi limitazione fisica e da adattare la bicicletta in modo da alleviare questi problemi. Per chi spende tanto tempo in sella, vale la pena trovare la posizione perfetta per ottenere la migliore prestazione e prevenire gli infortuni.

Tom de Laet pone l'accento sul cercare la posizione migliore specificatamente per se stessi, senza necessariamente seguire l'esempio dei pro. “Un tipico professionista della strada adotta una posizione molto aggressiva, con il manubrio anche 10 cm più in basso della sella. Questi corridori percorrono migliaia di chilometri in sella ogni anno, adeguandosi pian piano alla posizione che mette sotto stress soprattutto la parte bassa della schiena, il collo e le spalle. Insisto sul fatto che la posizione in sella debba adattarsi alle vostre personali necessità Insisto sul fatto che la posizione in sella debba adattarsi alle vostre personali necessità. Un pro tende all'aerodinamica migliore possibile, per risparmiare le forze ed essere più veloce; un amatore dovrebbe badare al comfort prima di tutto. Mi raccomando sempre di non cercare di sopportare una regolazione che non sia adatta per voi.” conclude de Laet.

Ama la tua bici

Tratta il tuo mezzo come tratti il tuo corpo, come un santuario. Se la tua bicicletta non è in forma, questo influirà sulla prestazione quanto lo farebbe il tuo corpo. Pulisci e fai la manutenzione corrente il più frequentemente possibile. Controlla l'allungamento della catena spesso ed ingrassa i cuscinetti. Tratta il tuo mezzo come tratti il tuo corpo, come un santuario Raccomando vivamente anche di usare una chiave dinamometrica per serrare le viti, per essere sicuri di non stringere troppo.” consiglia de Laet

Cattai aggiunge: “Lavare regolarmente la bici è ancora più importante per chi vive in zone dove si c'è sale sulle strade. Per esempio i nostri atleti che si allenano in Gran Bretagna si percorrono spesso strate ricoperte da un invisibile strato di sale portato dal mare. La pulizia è estremamente importante per mantenere l'efficienza. A lungo andare vi permetterà di risparmiare sui ricambi senza rendervene conto.

Stradisti contro triatleti

Cattai passa la maggior parte del tempo con il BMC Racing Team ed ama fare paragoni tra i due sport. “Quando lavoro con il BMC-Etixx Pro Triathlon Team per prima cosa controllo tutte le biciclette che non vedo da un po', perchè mi dedico a loro solo durante i raduni o Quando si tratta di sportivi professionisti non ci penso due volte nel sostituire pezzi consumati, lo faccio e bastaprima degli eventi principali dell'anno. Quando I triatleti devono affrontare una gara importante, sostituisco la maggior parte delle parti di consumo. Con gli stradisti le cose sono completamente differenti, visto che passo con loro quasi ogni settimana. Quando si tratta di sportivi professionisti non ci penso due volte nel sostituire pezzi consumati, lo faccio e basta. Meglio essere prudenti che dispiaciuti! Alla fine della giornata, se qualcuno avrà avuto dei problemi meccanici, sarà un mio problema.”

Quali sono le differenze nella posizione di stradisti e triatleti? “Siccome I triatleti devono poi correre, tendono a sedersi in posizione più avanzata rispetto ai ciclisti. I ciclisti professionisti avvertono ogni millimetro di variazione ed è imperativo, con un nuovo mezzo, partire dalla stessa identica posizione del vecchio Questo li aiuta ad alleviare la fatica su certi muscoli dei quali avranno bisogno nella frazione podistica. Al contrario, gli stradisti preferiscono una posizione più arretrata per avere più controllo sulla guida. I ciclisti professionisti avvertono ogni millimetro di variazione ed è imperativo, con un nuovo mezzo, partire dalla stessa identica posizione del vecchio. Nel triathlon le cose sono un po' diverse. I triatleti cambiano posizione abbastanza frequentemente; gli altri due sport, con movimenti diversi, li rendono meno sensibili alle variazioni, ma ciò non toglie che noi dobbiamo sempre essere millimetrici.”

A proposito della bicicletta

La nostra bici da crono, la Timemachine TM01 è la scelta dei nostri triatleti e anche degli stradisti nelle gare contro il tempo. Mi piace il suo design pulito, con tutti i cavi interni al telaio ed i freni integratiI successi della squadra BMC Racing Team nelle cronometro, parlano da soli. Quello che è molto speciale per un meccanico è il concetto P2P (Position to Perform): rende molto più efficace adattare la bicicletta al ciclista rispetto alle altre, dove le regolazioni sono limitate.” Tom de Laet, invece è più esteta: “Mi piace il suo design pulito, con tutti i cavi interni al telaio ed i freni integrati; è veramente un mezzo unico”.

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