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Assolutamente Absalon: innegabilmente il più grande

7. dicembre 2016 — TeamSpirit
TeamSpirit

Non servono presentazioni, tutti voi conoscete Absalon. Più a suo agio in sella alla bicicletta che davanti alle telecamere preferisce lasciar parlare il suo palmarès. Alla vigilia della sua penultima stagione internazionale che prenderà il via a Nove Mesto na Morave tra pochi giorni, abbiamo incontrato il leader del BMC MTB Racing Team per parlare dei momenti salienti della sua carriera, quelli passati e quelli ‘che verranno’.

Sei ormai ai vertici da quasi vent’anni. Apriamo un album fotografico e ripercorriamo i momenti salienti - buoni e meno buoni - della tua carriera. Puoi parlarcene?

Mont-Sainte-Anne 1998 – Così è cominciato 

First World Championships experience and first rainbow jersey

Sono diventato campione del mondo solo poche settimane dopo essere diventato campione europeo. È stato allora che ho pensato “Forse ho davanti a me una carriera da ciclista”. Prima non avrei mai pensato di diventare professionista. Ho iniziato a correre in bicicletta abbastanza tardi nella mia vita, ma tutto si è svolto in modo rapido e naturale. I miei genitori non avevano nessuna esperienza nel mondo del ciclismo e io non avevo idea di come funzionasse. Ma dopo alcuni mesi di allenamento sono arrivato quarto ai Campionati nazionali in Francia. In seguito sono salito molte volte sul podio, senza mai riuscire ad agguantare la vittoria. Di conseguenza non sono stato selezionato per i Campionati del mondo del 1997 (primo anno Junior). Subito dopo però ho vinto la Coppa di Francia a Roc d’Azur e l’anno dopo, nel 1998, ho vinto tutto!

Ho disputato una corsa strepitosa a Mont-Sainte-Anne. Avevo sotto controllo tutto ciò che avveniva, dall’inizio alla fine. Ho vinto precedendo Ryder Hesjedal, ma in tutta onestà devo dire che questo è tutto ciò che ricordo della corsa.

Ho continuato a studiare per un paio d’anni dopo quella vittoria e infine sono diventato professionista con Bianchi nel 2001.

Durango 2000 - La prima vittoria della Coppa del mondo

Ero nella mia seconda stagione U23. È stata una sorpresa perché non avevo mai conquistato un podio e non ero mai stato tra i primi 5. È stata una giornata fortunata. Roland Green dominava la corsa, ma poi ha forato due o tre volte. L'ho superato ripetutamente ma mi riprendeva sempre. All’ultimo giro ero secondo dietro Cadel Evans, ma anche lui ha forato e l'ho superato di 400 m sulla linea del traguardo. Sono stato molto fortunato ed è stato davvero sorprendente riuscire a vincere.

Atene 2004 - Un giorno perfetto

Non ero uno dei favoriti ma più un outsider per la zona medaglie. È stato proprio un giorno perfetto! Ero al settimo cielo, ho disputato una corsa fantastica e ho vinto l’oro.

Man mano che la data si avvicinava mi sentivo sempre più tranquillo, nonostante fosse la mia prima esperienza olimpica. Al tempo stesso ero su di giri e non vedevo l’ora che cominciasse la gara. Niente sarebbe potuto succedermi: ero programmato per vincere. Veramente non mi ricordo molto della gara stessa. Giornate come questa ti accadono solo due o tre volte nella vita, questa è stata una di quelle.

Les Gets 2004 – Sulla scia dei Giochi olimpici

Golden helmet and golden shoes for the new Golden Man

Cédric Ravanel (silver), Julien Absalon (gold) and Thomas Frischknecht (bronze)

 

Toccavo ancora il cielo con un dito dopo Atene. A Les Gets sono arrivato con uno spirito vacanziero. Tre giorni prima della gara mi ero concesso un barbecue con Cedric Gracia e Max Commençal...Il mio allenatore è riuscito a restituirmi la concentrazione: “Due settimane fa eri in forma come mai prima nella tua vita, non può essere tutto finito! Il giorno prima della gara ho sentito suonare la Marsigliese per la vittoria di Fabien Barel nel Downhill, poi ho sentito la pioggia cadere tutta la notte e la mattina mi sono svegliato come un guerriero! Mi sono assunto i miei rischi e sono partito con gomme da fango quasi senza aria.

In cima alla prima salita sono arrivato piuttosto bene e ho superato tutti nella discesa. Sono arrivato in fondo con un vantaggio di 30-40”! Mi hanno ripreso ancora sulle salite, ma ero velocissimo nella discesa ed è così che ho vinto la gara. Quel giorno sono diventato campione del mondo, quando tre giorni prima non pensavo neanche di gareggiare. Quel podio sarà sempre speciale per me. L’ho diviso con Thomas Frischknecht (bronzo) –il mio punto di riferimento allora e qualcuno che ammiravo davvero – e il mio amico Cédric Ravanel (argento). È stato un grande podio e vincere il mio primo Campionato del mondo Elite a casa mia, in Francia, è stato fantastico.

2005-2007 - Absalon n°1  

Livigno 2005: Christoph Sauser (silver), Julien Absalon (gold) and José Antonio Hermida (bronze)

Rotorua 2006: Christoph Sauser (silver), Julien Absalon (gold) and Fredrik Kessiakoff (bronze)

Fort William 2007: Ralph Näf (silver), Julien Absalon (gold) and Florian Vogel (bronze)

Val di Sole 2008 – La fine di un dominio irresistibile

Che disastro quel giorno! Ma infine, è stata una buona cosa. Senza quella sconfitta, dubito che sarei diventato di nuovo campione olimpico per la seconda volta il mese dopo. Diversamente dal 2004 mi trovavo in una spirale nella quale lo stress e le sfide che dovevo affrontare mi avevano rubato la passione. Non mi sentivo bene e quello schiaffo in faccia mi riportò sulla traccia giusta: tutto doveva essere rimesso in discussione. Un mese dopo sono arrivato a Pechino in un diverso stato mentale.

In un mese sono riuscito a ritrovare il corretto equilibrio. Gara dopo gara, le persone si erano abituate a vedermi vincere e quando dicevano “Absalon ha perso, Absalon è stato battuto” mi sentivo terribilmente sotto pressione ed era sempre più difficile gestire la situazione. Dopo la Val di Sole, la pressione era sparita, non ero più campione del mondo.

Pechino 2008 – Secondo oro olimpico

Ero arrivato a Pechino per divertirmi. Ero lì per godermi la seconda Olimpiade il più possibile.

Le condizioni di gara erano cambiate molto rispetto a quattro anni prima ad Atene. Era molto più difficile prendere vantaggio rispetto agli altri concorrenti. Le persone si aspettavano da me che difendessi il mio titolo.

È stata un’altra grande giornata ho gestito la gara perfettamente. Il titolo è stato una consacrazione e anche una conferma del primo. Vincere due volte le Olimpiadi, è sbalorditivo!

Ed è stato qui che il mondo ha conosciuto Nino Schurter, che negli anni successivi mi avrebbe dato del filo da torcere.

Canberra 2009 – Sconfitta nello sprint, la prima di una lunga serie

Con il Campionato del mondo di Canberra abbiamo scoperto un nuovo tipo di competizione. Fino ad allora lo sprint finale e le tattiche non esistevano. Le corse erano molto tattiche, con alcuni ciclisti svizzeri coalizzati contro di me, molto vento e un ritmo molto rapido. Non sono riuscito a liberarmi di Nino e lui mi ha superato sulla linea del traguardo. Arrivare secondi è ok, ma il secondo posto in uno sprint ai Campionati del mondo è difficile da digerire...

Canberra 2009: Julien Absalon (silver), Nino Schurter (gold) and Florian Vögel (bronze)

In seguito ho perso diverse gare nello sprint contro Nino. Aveva capito perfettamente che era il più rapido nello sprint finale e sfruttava questa sua caratteristica con abilità. Acquisendo esperienza, si era impadronito del suo nuovo ruolo, era diventato il leader. Non riuscivo a trovare la soluzione, un modo per batterlo e cominciai a sviluppare un complesso di inferiorità. Molti pensavano che fossi finito, anche se di fatto ero solo sceso dal numero 1 al numero 2!

Perdere una posizione nella classifica UCI non è stato un grande problema, tuttavia mi ricordo di essermi trovato sulla linea di partenza a Nove Mesto con il numero 12. Era dopo le Olimpiadi di Londra e alcune gare non terminate. Davvero un brutto colpo per il morale.

Londra 2012 - La disillusione

 Definitivamente la più grande disillusione e delusione della mia carriera. Mi ero allenato come non mai prima per questa gara ed ero arrivato alla competizione più in forma che mai, ma non sono riuscito a sfruttare le mie opportunità per colpa di una piccola foratura. Un guasto meccanico alle Olimpiadi ....una cosa così difficile da accettare. Non saprò mai cosa sarebbe successo se...

Il miglior modo per voltare pagina era concentrarsi sul futuro.

Ma è stata dura. Nel 2013 mi sono unito al BMC MTB Racing e questo mi ha aiutato molto. Dopo sei anni con Orbea, cambiare materiale, ambiente e persone mi ha dato una nuova e necessaria motivazione.

2014 – Grande slam

Pietermaritzburg, Cairns and Albstadt World Cups

On the start line of the World Cup final in Meribel

BMC MTB Racing Team: best team of the World Cup

European Championships in Sankt Wendel: Fabian Giger (silver), Julien Absalon (gold) and Jan Skarnitzl (bronze)

Fifth World Championships title, seven years after the previous one

For the first time ever, Julien Absalon raced on a full supspension bike: the BMC Fourstroke FS01

Hafjell 2014: Nino Schurter (silver), Julien Absalon (gold) and Marco Aurelio Fontana (bronze)

Ho vinto tutto nel 2014. Il Campionato francese, europeo e mondiale, tre Coppe del mondo e la classifica generale! Nutrivo grandi aspettative e avevo in testa degli obiettivi ambiziosi, ma se qualcuno mi avesse detto che avrei vinto così tanto non l’avrei creduto.

Sono arrivato molto rilassato a Hafjell e proprio questa è la situazione in cui le cose vanno per il meglio.Mia moglie era incinta e volevo iniziare bene la stagione. Non si sa mai cosa può accadere nelle ultime settimane di una gravidanza o nei primi mesi della vita di un bambino. Così mi concentrai sulle prime gare. Ho vinto le prime due Coppe del mondo a Pietermaritzburg e Cairns. In seguito non avevo progettato di andare in America settentrionale, ma alla fine ho deciso di partire comunque. Tutto è andato per il meglio e ho consolidato la mia leadership nella classifica generale.

Dopo essermi aggiudicato le Coppe del mondo, sono arrivato molto rilassato a Hafjell e proprio questa è la situazione in cui le cose vanno per il meglio. 

Nuova stagione - nuova motivazione

Siamo ora all’inizio del 2015, la tua penultima stagione?

Certamente.

Quali sono i tuoi obiettivi per la nuova stagione?

È una stagione che precede le Olimpiadi e stiamo già tutti pensando a Rio. Vorrei ritornare allo stesso livello dell’anno scorso e vincere così tanto: le Coppe del mondo e il Campionato francese, europeo e mondiale. La mia preparazione non è andata come volevo in seguito ad alcune allergie, ma la mia stagione internazionale inizia più tardi e questo è un bene per me. Da ora in poi dovremo cercare di mantenerci sempre in forma perché non ci sono interruzioni nella stagione. La Coppa del mondo inizia questo fine settimana a Nove Mesto na Morave, una gara che finora non hai vinto. Mi piace allenarmi lì, il percorso è divertente, ma è vero che i risultati sono sempre stati inferiori alle aspettative. Mi piace il percorso, ma non è adatto ai miei punti di forza. Mi piace molto meno allenarmi ad Albstadt, ma il percorso è adatto a me con le sue lunghe e ripide salite. Per questo punto di più su Albstadt!

Per questo punto di più su Albstadt!

Sarebbe la tua trentesima vittoria della Coppa del mondo...

Forse, non sono così sicuro....30 non è l’obiettivo.

Sapendo che sei alla tua penultima stagione, senti in modo minore o maggiore la pressione?

In realtà, entrambe le cose. A volte penso che mi restano solo due stagioni e che dovrei vincere più corse possibili. E a volte penso che non devo dimostrare più niente a nessuno e che dovrei semplicemente godermi le mie due ultime stagioni e le Olimpiadi. Nel complesso la mia lunga esperienza rende tutto più semplice e rilassato. Rio 2016 sarà la mia quarta Olimpiade, quindi so come affrontarla.

 

 

Come ti senti pensando a Rio? Conosci la città e i luoghi della competizione?

Ci sono stato nel 2004 per un evento RedBull. Il party è stato fantastico (ride)

Conosco un po’ Rio, ma per me non è importante correre lì o da qualche altra parte. Come tutti, attendo di conoscere il percorso. Fino ad ora abbiamo visto solo una veduta aerea della collina che potrebbe essere chiamata anche piccola montagna. Diversamente da Londra, non credo che sarà troppo difficile trovare percorsi in altitudine ma tutto dipende dall’immagine che gli organizzatori vogliono trasmettere del mountain biking. Spero che sarà un mountain biking autentico. È stato divertente correre a Londra, ma il percorso non ha permesso agli spettatori di identificarsi, era troppo artificiale. Gli ostacoli artificiali fanno scena, ma allontanano dalle esperienze compiute da ciascun ciclista.

Per me un buon percorso è composto da un buon mix di ostacoli naturali e artificiali.

Dopo Rio

Hai già chiarito molto volte che non gareggerai mai su strada, ma ti vedremo mai...

...alla partenza del Cape Epic?

No! Troppo lungo, sei ore al giorno sulla bicicletta non fanno per me. Mi piacciono la forza esplosiva e la tecnica. Mi annoio in fretta durante la maratona.

Quindi non farai un altro tentativo ai Campionati del mondo di mountain bike marathon (gara non terminata a Montebelluna, Italia 2011)

No! Ma perché non partecipare alla Transvésubienne o alla Shimano Epic Enduro? Ci sono competizioni per le quali sono necessarie capacità ciclistiche e resistenza. Vorrei partecipare anche alla Mégavalanche all’Alpe d’Huez.

...con tuo fratello Rémy all’Enduro World Series?

Perché no? Ma l’Enduro è diventato molto professionistico recentemente perché io possa aspettarmi qualcosa in termini di risultati. Ci andrei solo per divertirmi.

...al meeting dei Team Managers?

Non a breve termine. Non sono certo di cosa mi riservi il futuro, ma non voglio diventare team manager non appena termino la mia carriera. I viaggi sono molto stressanti e vorrei rilassarmi un po’ e trascorrere un periodo di tempo a casa invece di viaggiare per il mondo.

…in un reality?

Mi hanno già chiesto un paio di volte in particolare per il primo “Koh-Lanta” (reality francese) ma certamente non è qualcosa che si possa fare durante una carriera sportiva. Forse un altro adventure reality, ma prima devo controllare il concetto.

...alla Parigi-Dakar?

Mi piacerebbe. Mi piacciono tutti i tipi di sport motoristici e certamente mi piacerebbe praticarli di più dopo il mio ritiro. Così Parigi-Dakar, Trofeo Andros o altri eventi, ci sono!

Julien Absalon at one of his favorites events of the year: the Trophée Andros

...in politica?

Non penso. Mi interessa la politica, ma mi sono sempre imposto di non farmi coinvolgere durante la carriera. Mai dire mai, ma non penso.

...lavorare per l’industria della bicicletta?

Per l’industria forse, ma se questo non vuol dire lavorare in ufficio!

 

 

Photos: Armin Kürstenbrück and Maxime Schmid / EGO Promotion and Julien Absalon's private collection

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